Il tempo dell’anzianità imbruttita. Parte I.

Negare che alcune cose(tte) fatte da questo governo  siano quantomeno interessanti è fare come i laziali quando vinci l’ennesimo derby e  continuano a parlarti della coppa Italia.

Non farò una lista di queste cose(tte) perché sti Lega5 non meritano un cazzo e non voglio che in nessun modo quer panza de Salvini (che se crede pure figo) pensi che la guerra tra poveri che sta alimentando possa andà bene. Zero. Sparate. Mori male, facce sto favore.

In un mondo ideale ogni volta che Salvini apre bocca parte un cartone.

Quello che suscita interesse, secondo il mio furettissimo parere, sono i draghi che sta tirando fuori sta storia del reddito di cittadinanza. I quesiti che ci infila nel cervello: ma se pò fa? nun se pò fa? ma a uno je fa bene prende i sordi senza fa ncazzo?

Cioè, tra 3 mesi circa 5 milioni di italiani potranno fare quello che è la massima aspirazione di un cittadino tricolore, cioè:

PENSIONARSI PRIMA DEL TEMPO. Ma che bomba.

Sarebbe da gufare che il miliardo previsto per mettere a posto il collocamento serva realmente a qualcosa, ma perché distruggere i sogni di noi giovani anziani? Perché augurarci, che ne so, di fare 3 fotocopie al giorno o di spazzare un giardino, di accompagnare dei bambini a scuola, perché? PERCHè ESSERE COSì CRUDELI???

In Italia noi trentenni, noi che dovremmo cambiare il mondo, fare politica, arte, ricerca, siamo stati cresciuti a pane e anzianità. Smollati ore e ore a casa dei nonni, una zona franca dove potevi mangiare quello che volevi e vedere tutta la tv che volevi ad una condizione:

“BASTA CHE NUN TE MOVI CHE SENNò TE FAI MALE A NONNA.”

Eravamo lì, sempre vicino a loro, mentre facevano la calza o le parole crociate e bevevamo il Nesquik vedendo i Power Rangers. Un pò (tanto) annoiati, ma inzeppati di amore. Sì, ok, qualcuno è nato ar paese e andava a giocare per strada. Embè???? La maggior parte di noi è stata cresciuta quasi più dai nonni che dai genitori ed è per questo che abbiamo maturato il carattere di quei cagnolini brutti e storti che gli anziani si tirano dietro alla posta. Siamo paurosi, nervosi, ansiosi, pensiamo tantissimo, viviamo bene nella noia. Abbiamo ricevuto tantissimo affetto sotto delle tenerissime campane di vetro. Non abbiamo nessuna attitudine alla contestazione, amiamo mangiare, sentirci “a casa” e ci attacchiamo morbosamente a qualsiasi cosa che ci ricordi la tranquillità del non fare un cazzo davanti alla tv. Possiamo essere intelligentissimi, geniali perfino, ma la pigrizia e la pavidità ci impedisce di fare qualsiasi cosa di realmente faticoso e soprattutto non ci frega niente di quello che invece interessava attivamente ai nostri genitori (che magari lo facevano solo per moda…chissà): lo Stato.

eh mbè. 

Lo Stato non ci interessa assolutamente. E’ troppo lontano da casa e non ci prepara niente da sgranocchiare. Non ci aiuta a trovare lavoro, ci vessa con le tasse e ci estenua (è un verbo esistente????) con la burocrazia. Non legifera mai a nostro favore e ritiene che farci lavorare 10 ore+2 di spostamento sia una cosa normale.

NOI SIAMO CRESCIUTI A PIGRIZIA, CARTONI GIAPPONESI E NESQUIK.

PERCHè CAZZO ADESSO QUALCUNO PRETENDE CHE LAVORIAMO 10 ORE? 

Ad esempio Gennaro una volta a 23 anni ha lavorato un giorno. Sò passati 17 anni e ancora se deve riprende…

Ed è per questo DUNQUE che vogliamo, pretendiamo, sosteniamo CALDAMENTE LA PENSIONE ANTICIPATA, alias REDDITO DE CITTADINANZA.

Fosse anche solo per 2 anni. Poi ci inventeremo qualcos’altro.

 Lasciateci pigreggiare. Non possiamo adesso imparare a FARE. E’ troppo tardi! Abbiamo un sacco di cose a cui pensare. A renderle pratiche, ci penserà qualcun altro, forse un francese. Noi non possiamo, ci fa male la schiena e abbiamo problemi di cervicale.

Gennaro, vestito meglio del solito, si accanisce contro un sasso di polistirolo.

P.S. SI RINGRAZIANO IN OGNI CASO I NOSTRI NONNI E ZII PER ESSERCISI ACCOLLATI. UN’AMMORTIZZATORE SOCIALE PREZIOSO. AMENNNN.



















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